RECENSIONE: Haunter, di Charlee Jacob
SINOSSI DAL WEB: Nella giungla cambogiana, tra risaie ferme come acqua morta e templi divorati dalle radici, la guerra convive con qualcosa di più antico e irriducibile. Harry ed Elliot avanzano tra carcasse, fango e umidità che sembra respirare, in un territorio dove il tempo non è lineare e la realtà cede sotto il peso di ciò che la attraversa.Le divinità non sono miti lontani ma presenze incarnate, ibride, ambigue, che emergono dalla pietra, dalla carne e dalla memoria violata di un paese mutilato. Danze sacre si trasformano in spasmi osceni, il corpo diventa luogo di rivelazione e degradazione, e ogni visione porta con sé una verità che non può essere separata dalla sua brutalità. Mentre la giungla si chiude intorno a loro, Harry ed Elliot vengono trascinati in un’esperienza che dissolve i confini tra umano e divino, tra estasi e distruzione, dove ciò che appare mostruoso è soltanto una forma più esplicita del reale. COMMENTO: "Haunter" non è un'opera semplice, così c...



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