Altrettante volte io ti aspetterò, di Ginevra de Rossi e Alex AK

SINOSSI DAL WEB: In un mondo attraversato da Carovane che, come Città semoventi, attraversano ciclicamente il continente, un gruppo di superstiti abbandonati in un ambiente ostile dovrà imparare a collaborare e a utilizzare al meglio le abilità di ognuno per nutrire una speranza di sopravvivere. Una principessa destinata a un matrimonio politico, un manipolo di barbari delle montagne, un gruppo di prostitute d’alto bordo, una monaca guerriero dal passato ingombrante, un poeta vagabondo che ha smarrito la strada, uno stregone senza memoria, un attempato alchimista, un guerrigliero in fuga. E un assassino che si nasconde in mezzo a loro. Tra le insidie di un ambiente selvaggio, le orde di predoni erranti ed entità preumane prossime al risveglio, solo la maturazione di uno spirito di gruppo permetterà ai superstiti di superare incolumi le traversie che li attendono.


COMMENTO: Scritto a quattro mani, “Altrettante volte io ti aspetterò” è un fantasy che sorprende proprio per la sua scelta di non voler sorprendere o strafare a tutti i costi. In un panorama dominato da mode contrastanti - da un lato la corsa al grimdark estremo, dall’altro la saturazione del romance - il romanzo sceglie consapevolmente una terza via: un ritorno al respiro classico del genere, senza però scivolare nella nostalgia sterile.

La struttura di base sfrutta l'archetipo del viaggio: un gruppo variegato (fra prostitute, eroi malgrado loro, principesse date in dote, criminali e via discorrendo) deve spostarsi da un punto A a un punto B. Un canovaccio familiare ma sfruttato con consapevolezza, ma soprattutto la cornice all'interno della quale gli autori si sbizzarriscono su ciò che interessa loro realmente: le dinamiche interne al gruppo, i caratteri dei protagonisti, le tensioni latenti e manifeste e le interazioni che nascono nei momenti di calma ed esplodono in quelli di conflitto. Le relazioni fra i personaggi sono infatti il vero fulcro della narrazione, e i dialoghi - sempre arguti, perfettamente modulati sui diversi temperamenti - diventano lo strumento principale per rivelarne storia, fragilità, ossessioni e ambizioni.

Questa attenzione quasi teatrale ai rapporti umani si inserisce in un mondo che vive di atmosfere e attese: landa dopo landa, città dopo città, il romanzo costruisce un senso di mistero costante, giocando con le attese del lettore e rimescolando più volte le carte senza forzature. Gli intrighi politici e le entità extraplanari non entrano in scena come elementi decorativi, ma con una funzione narrativa precisa, dosati con intelligenza e sempre al servizio della trama.

Quando l’azione arriva - e lo fa nei momenti giusti - è chiara, ben orchestrata, mai gratuita. Ogni scontro ha il suo peso narrativo, così come la componente romance - ben presente - non indulge in eccessi zuccherosi né ruba spazio al resto: contribuisce invece a far avanzare la storia e a far emergere i lati più umani dei personaggi.

La scrittura è elegante, sinuosa, così come la ricerca delle giuste parole si rivela spesso certosina, eppure non diventa mai stucchevole né forzata.

“Altrettante volte io ti aspetterò” è quindi un fantasy che sembra classico, ma che in realtà piega gli stereotipici del genere alla propria visione e ai propri scopi: un’opera che preferisce la profondità delle relazioni al colpo di scena facile (che comunque non manca, e nel complesso funziona), un viaggio che funziona perché, ben più della meta, sono i viaggiatori, con le loro voci e le loro contraddizioni, a restare davvero impressi.





DISCO DA ABBINARE: Atlantean Kodex - The Golden Bough, perché il primo full della epic metal band tedesca, con il suo andamento solenne ma inarrestabile, è perfetto per accompagnare il viaggio dei protagonisti della vicenda in esame. Come "Altrettante Volte io ti Aspetterò", i tedeschi si prendono i loro tempi, giocano con le atmosfere e le attese, e ti portano dove vogliono loro. E tu li lasci fare, perché quello che fanno lo fanno dannatamente bene.

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