SPECIALE ANTOLOGIE ITALIANE: Teratocene e Il Grande Libro dei Kaiju

Una doppia recensione per due raccolte di racconti tutte italiane, una uscita per la sempre lungimirante Zona42, l'altra prodotta in Self dalla premiata ditta Borgogni/Berneschi.

Cosa hanno in comune? Solo le cose importanti, ovvero la qualità intrinseca della proposta e la voglia di proporre qualcosa di diverso, se non, in alcuni casi, proprio di rottura.








TERATOCENE, di AA.VV

SINOSSI: In medicina, la teratogenesi è il processo per cui il normale sviluppo di una forma di vita viene pervertito da un agente chimico, biologico o radioattivo. Il Teratocene è il figlio deforme dell’Antropocene, l’abominio dormiente nei geni avvelenati del nostro pianeta e del nostro corpo, il mostro deforme che torna a noi come un riflesso quando ci specchiamo nell’oscurità del progresso. Alcune tra le voci più audaci del fantastico italiano contemporaneo ci raccontano la perdita di controllo della nostra carne e l’orrore del post-umano, attraverso il filtro allucinato e impressionista del weird e del body horror. Teratocene guarda nel cuore di tenebra del nostro futuro, alla ricerca dei mostri che potremmo diventare. Racconti di Francesco Corigliano, Stefano Cucinotta, Linda De Santi, Flavio Dionigi, Paolo Di Orazio, David Fragale, Elia Gonella, Federica Leonardi, Marco Malvestio, Maddalena Marcarini, Elena Giorgiana Mirabelli, Maico Morellini, Francesca Tassini. Curano l’antologia Lucio Besana, Andrea Gibertoni e Luigi Musolino.

COMMENTO: “Teratocene” è un pugno nello stomaco per chi si avvicina al weird e all’horror corporeo e apocalittico: ogni racconto vibra di un pessimismo crudele e di un nichilismo senza scampo, trascinando il lettore in realtà dove la carne, la mente e l’umanità sono destinati a disfarsi in armageddon marcescenti e cancerosi. Ogni autore porta la propria visione personale, dal body horror più crudo alle distorsioni post‑umane più inquietanti, creando un mosaico di storie che colpisce con precisione chirurgica. Certo, si tratta di un magma densissimo e nero come la pece, tanto da risultare a tratti ostico ed estremamente compatto. Ma qualcuno spicca sugli altri, almeno per quelli che sono i gusti e la sensibilità del sottoscritto. Fragale ci lascia senza fiato con le sue visioni marcescenti di un futuro aberrante ne "La Spiaggia di Zeta", con "Litosoma" Corigliano incanta con il suo immaginario senza limiti di città distrutte e collage di carne, in  "Invito" Cucinotta sconvolge con  un'idea di base potentissima e una serie di dialoghi che sfiorano la perfezione mentre la Tassini, con "Tempio", ci immerge nelle acque tossiche di un Lete che non lascia scampo, fra scorci poetico-allucinatori e mostruosità fin troppo reali. Il resto delle penne coinvolte, comunque, completa il quadro con tocchi surreali e di follia che difficilmente vi lasceranno indifferenti.
Occhio però: "Teratocene" non è una lettura da divorare in un sol boccone. Meglio affrontare un racconto alla volta, assaporando l’orrore e il pessimismo come un liquore amaro da meditazione, lasciando che le storie penetrino lentamente e lascino la loro impronta nella carne.





DISCO DA ABBINARE: Prion - Aberrant Calamity, perché il death metal degli argentini è un feroce concentrato di immagini apocalittiche, cieli lividi e calamità mostruose. Freddo e abominevole, eppure lucido nella ricerca tecnica, un leviatano biomeccanico che non lascia scampo e che, purtroppo, è passato in sordina.


Il GRANDE LIBRO DEI KAIJU, di AA.VV

SINOSSI: Chi l'ha detto che i mostri giganti possono attaccare solo Tokyo, New York o Los Angeles?
Dopo il successo di Hallucigenia, abbiamo deciso di fare le cose in grande, chiedendo a quindici autori italiani di evocare colossi che fanno tremare la terra. Il Grande Libro dei Kaiju raccoglie racconti che spaziano dall’epica urbana al dramma esistenziale, dalla fantascienza più visionaria all’horror primordiale. In queste pagine, le creature non sono solo mostri: sono specchi ingigantiti delle nostre paure, incarnazioni del caos, divinità dimenticate che risorgono tra cemento e oceani.
Quindici voci. Quindici creature. Un solo, inesorabile ruggito.Contiene racconti di Andrea Manenti, Maddalena Marcarini e Oliviero De Angelis, Michele Borgogni, Edoardo Maroncelli, Stefania Toniolo, Pietro Gandolfi, Andrea Berneschi, Francesco Corigliano, Stefano Cucinotta, Davide Staffiero, Samuele Fabbrizzi, Claudio De Agostini, Lukha B. Kremo, Alan Thomas Bassi, Alessandro Girola.

COMMENTO: Dopo l'esperimento "Hallucigenia", del 2024, tornano il Borgogni e il Berneschi con una nuova antologia. Questa volta siamo lontani dal fantasy psicotropo e lisergico della precedente raccolta e ci addentriamo nel magico mondo dei GIGAMOSTRI! "Il Grande Libro dei Kaiju", di fatto,  è una proposta tanto semplice quanto irresistibile, un grimorio che coniuga creatività e qualità grazie al buon numero di ottime penne coinvolte, ognuna delle quali ha dato un contributo personale, garantendo varietà e originalità alla proposta. Rispetto ad "Hallucigenia" il livello medio dei racconti è più costante, senza cali significativi. Tra i pezzi forti spiccano "Cronaca di una Carcassa" del Borgogni, una storia toccante, riflessiva e ad ampio respiro; Le "Catene di Maradin" di Corigliano, immaginifico e scritto come al solito splendidamente; "Il Colosso di Pompei" di Girola, con il suo pop-pulp irresistibile e i riferimenti social che strappano più di una risata. Meritano di essere menzionati, inoltre, il dolce e divertente esperimento di Samuele Fabbrizzi ("E poi calò il Rosa") e il tributo all'heavy metal di Pietro Gandolfi ("Kaiju Rock City"), ma come è già stato detto, la raccolta si fa leggere nella sua interezza senza particolari intoppi.
Sembrerà banale da dire, ma lo dico lo stesso: l’editoria indipendente, quando propone opere di questo tipo, fa un grande favore alla letteratura di genere: oltre alla qualità intrinseca dei testi, progetti come questo permettono di creare una rete fra gli autori, rafforzando la comunità e incrementando le possibilità creative. 
Ergo, non avete scuse e acquistate, se ancora non l'avete fatto.




DISCO DA ABBINARE: Helloween, Giants & Monsters, perché il titolo e la copertina dicono praticamente tutto, certo, ma anche perché l'ultimo lavoro della storica band tedesca è grosso, implacabile e divertente, proprio come i Kaiju offertici da Borgogni, Berneschi e la loro ciurma di pazzi squinternati.

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