TOP TEN 2025: HEAVY METAL
Seguiranno poi le top ten black e death metal, pazientate ancora un poco.
Anno strano, il 2025. Uscita una manciata di roba notevole, ma anche tanta roba che sta nel mucchio. Opere ben confezionate, ma che non sono riuscite a brillare, per non parlare di autentiche delusioni (una su tutte, il ritorno dei Black Soul Horde, gran peccato).
Ed ecco infatti una top ten più variegata del solito, dove non tutti i lavori presenti si possono definire perfetti ma che, anche nelle loro imperfezioni, sono riusciti a lasciare il segno nel sottoscritto.
WINGS OF STEEL - WINDS OF TIME
Gli americani lasciano da parte le influenze hard rock per dedicarsi completamente a ciò che gli riusciva meglio nelle opere precedenti: US Metal di pregevolissima fattura, dal lavoro di chitarra ispirato e dalle melodie vocali cristalline. Echi di Crimson Glory, Lethal, Queensryche, Fifth Angel e Judas Priest, per una lezione di puro Heavy Metal anni '80, ma assolutamente NON ANACRONISTICO.
BEHOLDER - IN THE TEMPLE OF THE TYRANT
Finalmente un disco epic-doom che non fa esplodere i maroni. Finalmente un'opera epica e rocciosa che non sacrifica le melodie e che riesce a emergere nell'amalgama del (sotto)genere grazie al riffing ficcante, le giuste atmosfere e l'impatto necessario. Testi ispirati a D&D e ritornelli uno più azzeccato dell'altro, grazie all'ottimo lavoro del bravissimo cantante, capace di scrivere melodie vocali che si stampano in testa al primo ascolto.
SACRED - FIRE TO ICE
Esordio notevolissimo per questi svedesi che si rifanno in particolare alla scuola americana, Riot V in primis, ma che estraggono dal cilindro un lavoro di parecchio superiore al nuovo dei loro maestri. Melodie epiche, cavalcate d'acciaio e divagazioni evocative che vanno ad attingere persino dagli Iron Maiden, per un disco che non inventa nulla ma che incarna perfettamente lo spirito del vero heavy metal, quello più puro e incorruttibile.
Un disco imperfetto (ogni tanto la cantante, pur con un buon timbro, perde colpi), ma suonato e concepito con gran cuore. Ma soprattutto, un'opera che non si pone limiti, con brani tanto semplici quanto imprevedibili e una serie di intuizioni che non si incontrano tanto spesso nella NWOTHM degli ultimi anni. Ed ecco che il combo austriaco ci consegna poco più di quaranta minuti memorabili, nei quali tutti i ritornelli sono perfetti (questi sì), attingendo tanto dai Warlord quanto da Jim Steinman, tanto dagli Abba quanto dai Dokken. Un disco che non riuscirete a levare dallo stereo tanto facilmente.
STREGA - STRIX STREGA STRIGAE
Heavy metal dagli afflati black (più che altro nella voce). Solo tre pezzi in questo EP d'esordio della misteriosa band italiana, ma tre brani che colpiscono nel segno fra galoppate metalliche, armonizzazioni epiche ed atmosfere oscure ed orrorifiche. Quindici minuti circa di metallo evocativo che gioca con i generi in maniera fresca e coinvolgete, e ci lascia con la voglia di sentirne ANCORA E ANCORA...
TYPHUS - FATE WEAVER
Sono al secondo album e vengono dalla Grecia per proporci uno US Power-Thrash che non sacrifica l'epos, grazie a un cantante molto bravo e intrigante, un riffing granitico (Iced Earth docet), brevi ma ficcanti incursioni di blast-beat (che rende sempre tutto più bello) e una manciata di ritornelli estremamente gagliardi.
Ne hanno parlato in pochi.
Peccato.
FER DE LANCE - FIRE ON THE MOUNTAINSIDE
Dopo averci consegnato IL DISCONE EPICO del 2022 tornano i canadesi con IL DISCONE EPICO del 2025. Le regole del sequel sono rispettate: più grosso, più figo, più attento alle melodie, fra Bathory, Doomsword, Black Sabbath dell'era Tony Martin, inserti folk e ritornelli arrembanti. Gruppo di caratura superiore. Impossibile trovare qualcosa di più epico, quest'anno.
CREEPER - SANGUIVORE 2: MISTRESS OF DEATH
Un gioiello per gli amanti degli anni '80. Dopo l'ottimo Sanguivore la band inglese replica con uno dei dischi più orecchiabili e ruffiani del 2025, dove mescolano sapientemente Sisters of Mercy, Billy Idol, Ozzy Osbourne, Motorhead, The 69 Eyes, Jim Steinman e pop degli eighties senza tuttavia perdere mai il filo del discorso. Un compendio di ritornelli irresistibili, afflati dark, melodie soffuse e rasoiate inaspettate, per uno dei dischi che più ho ascoltato quest'anno.
BLADE'S EDGE - THE FATE'S KEY
La one man band peruviana ci stupisce con questo riuscitissimo mix di acciaio cromato e melodie di stampo class/hard rock, fra strizzate d'occhio ai Judas Priest, ritornelli antemici, lick di chitarra raffinati e passaggi più sognanti di Dokkeniana memoria. Sì, forse il cantato ogni tanto si fa un pò biascicato, ma vi sfido a toglierlo dallo stereo. Il riff portante del terzo pezzo comunque è uno dei riff migliori del 2025.
FIRMAMENT - FOR CENTURIES ALIVE
L'esordio del 2023 non si era rivelato questo granché, ma con il secondo lavoro i tedeschi correggono il tiro e ci consegnano uno dei dischi più sottovalutati del 2025. Cosa fanno? Heavy metal che attinge dagli anni '80 (in particolare dall'Inghilterra) ma anche dai seventies (Thin Lizzy, Wishbone Ash), seppur in chiave più moderna, con quel tocco di freschezza ed eleganza che a tratti mi ha portato alla mente i miei amatissimi Dark Forest.
Rimangono fuori delle belle cose dalla top ten, per cui mi sembra giusto nominare almeno gli Ambush di "Evil in all Dimensions" (figo ma leggermente sovrastimato, IMO), i sempre ispirati Seven Sisters con "Shadow of a Fallen Star Part.2", i battaglieri Primal Fear con "Domination" o gli Aquilla, che con "Sentinels of a New Dawn" ci fanno dimenticare il mediocre full di debutto.
Se ho dimenticato qualcosa è perché sono stanco e sono vecchio.



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