RECENSIONE: Il Buio Dentro, di Ginevra de Rossi

 SNOSSI DAL WEB: Dodici racconti Dark fantasy con occasionali escursioni nel medieval crime, nel weird/horror e nel fantasy più classico. Suore guerriere, villaggi sospesi fuori dal continuum, profetesse intente a vaticinare la fine dei tempi, superstiti di un mondo in rovina impossibilitati a morire e altre visioni nate dall’ombra.


COMMENTO: Finalmente la De Rossi approda in cartaceo (in Self) con "Il Buio Dentro", proponendoci una dozzina di racconti che ribadiscono la bontà della sua scrittura e delle sue intuizioni.

DISCLAIMER DOVEROSO Conosco l'autrice da diverso tempo e ho fatto da Beta Reader per diversi racconti contenuti nell'antologia qui proposta, tanto che troverete anche il mio nome al termine del libro. FINE DEL DISCLAIMER DOVEROSO.

Detto questo, "Il Buio Dentro" è un ottimo esempio di come il sottobosco indipendente italiano nasconda una serie di penne di alto livello, che hanno realmente qualcosa da dire e sanno come dirlo. La De Rossi si muove con agilità, passando dal Dark Fantasy al Mediaval Mafia, per poi approdare al weird e giungere al fantasy picaresco. E quale che sia il mare che decide di navigare, lo solca con il piglio sicuro di chi non ha mai fatto altro nella propria vita.

Cuore dell'opera, il piccolo Ciclo di Anne-Metz de Sainte-Croix, suora guerriera che combatte le forze del male in un mondo oscuro e sempre sull'orlo del collasso. Un poker di racconti che si erge su un world-building efficace, una protagonista di livello e una serie di comprimari che non si trasformano mai in mera carne da cannone, ma tutti con psicologie ben cesellate e un passato credibile alle spalle. Il tutto, chiaramente, narrato con l'eleganza di un Clark-Ashton Smith che passa tutti i venerdì sera a giocare a Dark Souls e Bloodborne.

Se già l'inizio è fulminante (e ci lascia con la speranza di scoprire altro sulla suora e il suo mondo), il resto non è comunque da meno. Che si tratti di portare a galla i traumi della guerra (il racconto che dà il titolo alla raccolta), lavorare per la fine del mondo ("Visioni dalla Fine dei Tempi") o affondare le mani nel pantano insalubre del weird più disturbante ("Affari di Famiglia", a livello stilistico e immaginifico forse l'highlight dell'opera), la De Rossi va sempre a segno. 

La penna dell'autrice è tagliente, raffinata e sanguigna, senza lesinare con l'ironia che la contraddistingue sin dai tempi di "Pendagli da Forca", omaggiato qui con l'ultimo racconto, nel quale gli ormai celebri Feccia e Lezzo fanno la conoscenza di un certo Don Michael nella Locanda del Secchio Gocciolante.

Operazione pienamente riuscita, quindi. Ora non resta che attendere la De Rossi alla prova definitiva, con qualcosa di più corposo come un romanzo, certi che, in un modo o nell'altro, riuscirà a stupirci ancora una volta.



DISCO DA ABBINARE: Thelemite - Powers of Darkness, perché il nuovo lavoro dei greci è proprio come la raccolta della de Rossi: un heavy metal classico dalle molteplici influenze (dai Savatage ai Crimson Glory, passando per WASP e l'Ozzy solista) ma dai toni spesso e volentieri dark. 

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