RECENSIONE: Il Priore Oscuro, di Jack Roland

SINOSSI DAL WEB: Un cavaliere senza nome torna a casa dalla guerra, ma non è più lo stesso uomo. Forse non è più nemmeno un uomo. sua anima e il suo corpo sono stati reclamati per arrestare il declino del mondo, il cui equilibrio basato sui dodici elementi è corrotto dalla creazione di un tredicesimo elemento: la stregoneria. I Dodici Priori stanno morendo, mentre un nuovo ordine si diffonde sotto forma di un morbo che fa impazzire gli uomini e trasforma le donne in mostri sanguinari. Per contrastare questa marea oscura, un eroe è costretto a risorgere; né vivo né morto, né uomo né dio, inquisitore e boia, temuto dai mortali e odiato dagli immortali. Aiutato da Vesper, una gatta mutaforma, e da Averil, una veggente senza un occhio, il Priore oscuro dà la caccia a untori, vampiri e demoni ancestrali, mentre i regni dell’Espero continuano a farsi la guerra tra loro per il predominio su un mondo prossimo alla rovina.
Nell’ora più buia, Valka, una regina decaduta, trova il coraggio di affrontare il proprio destino e abbracciare la causa del Priore oscuro, ma la stregoneria ormai cammina per il mondo sotto mentite spoglie, seminando fuoco e orrore. Le speranze del futuro sono minacciate dai segreti del passato, perché il filo rosso che separa bene e male si intreccia con i legami di sangue.


COMMENTO: Che bello, un altro dark fantasy autoconclusivo di livello! Ne avevo parlato in occasione della recensione di "Fino all'Ultima Maledetta Pietra" di Maurizio Ferrero, ma lo ribadisco anche per "Il Priore Oscuro": abbiamo più bisogno di opere di questo genere, libri che raccontano una storia, senza annacquarla in migliaia di pagine e centinaia di gigabyte di parole.
 
Jack Roland costruisce un mondo coerente e visivamente potente, ispirato a un medioevo alternativo che fonde teologia, magia e corruzione con grande efficacia narrativa.

Il Priore Oscuro funziona sin dal suo protagonista. Tristo è un antieroe con tutti i crismi: tormentato, stanco, disilluso e in rovina, ma non privo di una morale. Non è più un uomo. Non solo. Grazie all'intervento e all'aiuto dei Priori, Tristo si imbarca in un viaggio che lo porterà più volte a doversi sporcare le mani per un bene superiore. Eppure, al nostro protagonista non manca mai l'orizzonte etico a trasformarlo in un personaggio a tutto tondo e non in una caricatura. In realtà, sarebbe più corretto ammettere che funzionano tutti i personaggi principali che gravitano attorno a Tristo, a partire dalla splendida Valka, passando per l'enigmatica mutaforma Vesper e la carismatica veggente Averil, fino ad arrivare  all'ottima villain della vicenda, Wen/Vortigern.

La prosa di Roland è solida e talvolta lirica, ma senza indugiare su inutili manierismi. Il ritmo è scandito da una struttura a missioni, che ricorda i giochi di ruolo/videogiochi (fortissime, in particolare, le vibes di "Dark Souls"/"Bloodborne"), ma non diventa mai meccanico o artificioso. Al contrario, seppur di tanto in tanto la narrativa "a livelli" si faccia evidente, ogni passaggio risulta necessario allo sviluppo della vicenda, che si tratti di uno scontro (tutti ben orchestrati) o l'incontro con uno dei Priori (estremamente evocativi e immaginifici, fra i passaggi meglio riusciti di tutta l'opera).

Di grande effetto, inoltre, l'atmosfera che permea le quasi 500 pagine dell'opera: terribilmente dark e mistica, ma senza retorica. Il Priore Oscuro è una lettura consigliata a chi cerca un fantasy adulto, maturo, mai rassicurante nel suo domandarci, fra le righe, cosa saremmo disposti a fare pur di far trionfare la luce sulle tenebre.







DISCO DA ABBINARE: Portrait - At One With None, perché con il quinto album la band svedese ci propone un heavy metal oscuro e sulfureo, dalle atmosfere macabre e fataliste, perfetto per evocare il mondo immaginato da Jack Roland. E non manca anche di una certa epica fangosa e drammatica, il che non fa mai male.

Commenti

Post più popolari