IN PILLOLE: Tim Curran, Carlo Masarciulo, Alessandro Girola
COMMENTO: Devo essere onesto? Pensavo non fosse altro che l'ennesima variazione sul tema "Rosemary's Baby", o l'ennesima riproposizione de "L'Esorcista" in salsa materna. Ma amo Tim Curran, con il suo passo pachidermico e inarrestabile, e anche questa volta non sono rimasto deluso. Anzi, per certi versi forse è riuscito a stupirmi. Perché se è vero che in un certo senso "Sow" entra di diritto nel filone "Gravidanze Mostruose e Possessioni", è altrettanto vero che lo scrittore americano ha, come di consueto, alzato il volume a 10/10, spingendo l'acceleratore sul lato più sporco e raccapricciante della vicenda, per sfociare sfociare in una sorta di perverso, disturbante e luridissimo folk-horror. E funziona. Funziona perché non dilata inutilmente la narrazione e pesta duro dall'inizio alla fine, fra divinità suine (eh sì), liquami nauseabondi, paranoie e feticci mostruosi.
Insomma, un'altra meravigliosa giornata nella testa di Tim Curran.
Tim Curran - L'Abisso di Pietra
COMMENTO: Si ha l'impressione che questo "L'Abisso di Pietra" ci metta qualche pagina in più del dovuto a carburare, per poi abbandonare il lettore proprio quando questo avrebbe desiderato una ventina di pagine in più. Al di là di uno squilibrio nella gestione del ritmo della vicenda, tuttavia, c'è da dare atto a Tim Curran di essere riuscito a farci empatizzare con una gigantesca mostruosità aracniforme del cambriano (o giù di lì), cosa che non accade certo tutti i giorni. Oltre a questo, riesce a immergersi in un'atmosfera sempre più ammorbante e claustrofobica tanto che, mentre volterete le pagine, avrete l'impressione che attorno voi l'aria si stia facendo sempre più rarefatta e una densa oscurità abbia sia improvvisamente scesa su di voi.
Carlo Maresciulo - Provincia Weird
SINOSSI: Strampalati viaggiatori intergalattici piovuti dal cielo e felini interdimensionali. Pollame mutante e misteriose casse cariche di terriccio nauseabondo. Fallimentari aspiranti suicidi e killer imbranati. Inquietanti uomini con il sigaro e discoteche dalla pessima reputazione. Sette racconti weird, di fantascienza, horror e del grottesco ambientati nella sonnolenta provincia veneta. Sette storie che sbirciano sotto il velo di apparente normalità che ammanta semplici paesini di campagna, sussurrandoci incubi, deliri e fantasmagorie che bussano alla porta di casa, in attesa di un nostro passo decisivo.
COMMENTO: Una raccolta che si beve tutta d'un fiato, con almeno due frecce importanti al proprio arco. In primis, la varietà della proposta: dal weird puro e semplice a stampo ecologista de "Il Capannone dei Pitussi" allo sci-fi di formazione di "Grazie per il passaggio", passando per il dark fantasy felino di "Winston" all'horror puro de "La Biblioteca", Marasciulo si muove agile attraverso i (sotto)generi, fornendo un affresco in grado di soddisfare i diversi gusti dei lettori, tanto che la raccolta potrebbe rivelarsi un buon rito iniziatico per chi fosse completamente vergine di letteratura weird. In secondo luogo, l'autore si rivela estremamente capace nel ricreare la provincia veneta in tutte le sue sfaccettature, riuscendo a far immergere il lettore in quei luoghi, che si tratti della campagna dove si aggirano polli mutanti, di un nebbioso paesino o di una discoteca ormai caduta in disuso ma curiosamente e misteriosamente affollata.
Alessandro Girola - Il Patto degli Empi
SINOSSI: Per trent’anni, il regno di Vuchenland ha vissuto come vassallo del potente sultanato Selgiuk, sottomesso dal padre dell’attuale sovrano, Adrian III. Ma il giovane re non è disposto a piegarsi ancora. Con un gesto audace, rifiuta di pagare il tributo e scatena la collera di Selim, il sultano di Stambol, che invia un’armata per riconquistare il regno ribelle. Con pochi uomini e nessun alleato disposto a intervenire, Adrian sa di non poter vincere con la sola forza delle armi. Disperato, si rivolge agli antichi segreti sepolti nelle montagne Carpazu. Lì, nelle viscere della terra, risiede l’Avolith, un’entità aliena che attende da secoli di espandere la propria influenza sul mondo. Stringere un patto con l’ignoto significa sacrificare parte della propria umanità, ma Adrian è disposto a qualsiasi cosa pur di salvare il suo regno. Mentre le forze dell’Avolith si scatenano sul campo di battaglia, l’ombra della corruzione si insinua nella sua anima.
COMMENTO: Quando si torna a spasso nel GirolaVerse, in un modo o nell'altro, si è sempre certi di una cosa: l'intrattenimento sarà di livello. Anche questa volta, che si torna a calcare la stessa terra del Ciclo del Cavaliere (ma senza Lionel di Costanza) con un Dark Fantasy dalle tinte cosmic-horror, il prolifico scrittore indipendente ci garantisce poco meno di un centinaio di pagine ad alto tasso adrenalinico, gettandoci addosso nefandezze, armate di morti viventi dai colori alieni e altre mostruosità e aggiungendo un altro bel tassello a un universo fantasy sempre più interessante e stimolante. Una riflessione sulla vendetta, sulla avidità e sul potere. Perché in guerra alla fine hanno tutti torto, e non ci sono mai dei veri vincitori.



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