SINOSSI DE "IL SANGUE DELLA VEGGENTE" (DAL WEB): L’alba del mondo è appena sorta e uomini e Dei calpestano la stessa terra. Il Popolo sopravvive al buio e alla luce, che si alternano in lunghi periodi. Mord è il prescelto, la Guida alla quale gli Dei hanno donato il Marchio. Ma la sua autorità è messa in discussione quando viene alla luce un segreto taciuto troppo a lungo. Mentre il Popolo è diviso, la guerra incombe. Il Popolo non è solo. Il pericolo arriva dal mare, con navi imponenti e armi di ferro; uccidono, saccheggiano e razziano. La Veggente, colei che è in contatto con gli Dei, viene strappata dal villaggio. Così gli uomini si uniscono di nuovo e gli Dei rivendicano la loro potenza. Guerra, sangue, prodigi, ammonimenti. Il Popolo brama la rivalsa, cerca il castigo dell’invasore. Senza pietà, scoppia la battaglia fra il cielo e la terra.

COMMENTO: Certo che se ci si addentra nel sottobosco nostrano di cose interessanti se ne trovano eccome, e chi sostiene il contrario o non lo ha mai fatto, oppure è semplicemente in malafede. La "Dilogia della Veggente" di Lisa Bilotti, per esempio, trasporta il dark fantasy nella preistoria e lo fa con cognizione di causa, buon gusto e penna agile ed evocativa. Prima con "Il Sangue della Veggente", poi con "La Scelta della Dea" (entrambi pubblicati da Dark Abyss Edizioni), veniamo catapultati in un tempo prima del tempo, dove uomini e donne erano costretti a vedersela giornalmente con una natura tiranna e con divinità egoiste, capricciose e volubili.
Eppure, gli eroi riluttanti e le eroine recalcitranti al centro della vicenda, così come i personaggi di contorno (invero sempre ben sfaccettati), non vi appariranno poi così lontani e diversi da voi.
Perché quello della Bilotti è certamente un bell'affresco sugli albori della civiltà, ma allo stesso tempo parla dell'umanità intera trattando temi universali e sempre attuali, in primis il controverso e difficile rapporto fra uomo e divinità e fra divinità e progresso.
Gli uomini hanno bisogno degli Dei o sono loro ad avere bisogno degli uomini?
Siamo sicuri che sia necessario mettere le proprie vite nelle mani di presunti esseri superiori?
E se queste divinità, in realtà, non fossero affatto interessate al nostro bene?
Sono queste le domande che si pongono i protagonisti della saga, e sono questi i quesiti che Bilotti vuole che ronzino nelle nostre teste mentre seguiamo con grande trasporto Mord, Islwor e Harve, schierati contro i Rathi e i Nyasthi, divinità zoomorfe ottimamente caratterizzate dall'autrice.
In mezzo a loro Huna, la Veggente. Una figura complessa, affascinante ed enigmatica sin dalle prime pagine della saga, e che si svelerà completamente solo al termine di questa epopea preistorica.
La Bilotti centellina sangue e scene d'azione (che tuttavia risultano SEMPRE estremamente incisive, brutali e ben congegnate) a favore di una narrazione rilassata e d'atmosfera, tuttavia mai noiosa. Un'opera affascinante e particolare, dalla prosa solida e priva di sbavature e che rifugge da qualsiasi moda stilistica o di contenuti.
Insomma, un dark fantasy atipico, dalle atmosfere rarefatte, cupe e oniriche, scritto con competenza e dalle immagini potentissime, nonché l'ennesima prova che per trovare qualcosa di interessante e confezionato con cura maniacale (un plauso alla Dark Abyss è dovuto, in questo senso) non è necessario rivolgersi all'estero, e tanto meno a CE tentacolari come Mondadori o Giunti.
DISCO DA ABBINARE: Bathory - Twilight of the Gods, perché le atmosfere rarefatte e i tempi dilatati del capolavoro epic firmato da Quorthon nel 1991 evocano alla perfezione il setting imbastito dalla Bilotti. E il titolo, trallaltro, molto ha da spartire che le tematiche della dilogia dark fantasy preistorica.
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