RECENSIONE: I Campioni dell'Inferno, di Andrea Gualchierotti
SINOSSI DAL WEB: Nel 110 d.C., il Grande Anno, si compie il volgersi del ciclo cosmico che ha visto, in tempi remoti, la divisione dell’Universo tra Zeus, Poseidone e Ade. Le Potenze tengono convegno: come assegnare nuovamente i rispettivi reami, i cieli, i mari, l’oltretomba? Per evitare una guerra cosmica, i tre dei decidono di affidare le loro sorti ad altrettanti campioni, scelti a caso fra gli uomini che in quel momento vengono uccisi fra le tante arene dell’Impero. Il vincitore potrà tornare in vita. Prescelti per questa missione soprannaturale sono il gladiatore Cassio, il giovane Candido e il bandito Zabdas. Giunti nello spaventevole Oltretomba, i tre apprendono i termini del patto, tornano temporaneamente sulla terra e si preparano allo scontro.
Con "I Campioni dell'Inferno", tuttavia, non si viaggia più per i mari del Mediterraneo ma si mantengono i piedi ben saldi nella penisola italica, muovendoci fra ciò che resta di Pompei e l'Urbe Eterna, che si tratti dell'Anfiteatro Flavio e l'oscura e lercia Suburra, per una storia di morte, rinascita e vendetta.
Ci troviamo nel classicismo più puro: l'eterna lotta fra uomini e Dèi, quel moto infinito che porta gli eroi (o antieroi, o talvolta comuni mortali) a confrontarsi con gli imperscrutabili piani - o capricci - divini. Una ruota che non smette mai di girare, più antica del tempo stesso, e alla quale i tre protagonisti del romanzo Cassio (il gladiatore), Zabdas (il criminale) e Candido (il codardo) cercano di sottrarsi come possono e secondo la loro natura.
Ce la faranno o periranno nel tentativo?
Di sicuro non sarà il sottoscritto a dirvi che piega prenderanno le vicende e verso chi gli astri mostreranno i propri favori (sempre che li mostrino!), ma potete scoprirlo da soli, immergendovi in queste poco più di duecento pagine che, ancora una volta, mescolano sapientemente Heroic Fantasy e tradizione mediterranea, condite dalla penna senza tempo del sapiente Gualchierotti, capace tanto nelle descrizioni evocative quanto a dare il giusto respiro epico alle gesta dei protagonisti. Protagonisti che, è il caso di dirlo, pur non rinunciando agli archetipi ai quali sono ispirati, risultando personaggi sfaccettati e moderni, in quanto eterni nel loro rappresentare l'umanità stessa.
Tutto risulta ben calibrato, all'interno de "I Campioni dell'Inferno"; dallo stile ricercato ma mai pesante di Gualchierotti alla certosina ricostruzione storica che non cade mai nel borioso (del tipo "Avete visto? Io so le cose! Io ho studiato!"), fino ai momenti di pura azione, descritti talmente bene che sembra di percepire il clangore dell'acciaio e le urla della folla che supplica per altro sangue.
Insomma, dopo "La Stirpe di Herakles", "I Principi del Mare", "Gli Eredi di Antlantide" e "Le Guerre delle Piramidi" (questi ultimi insieme ad Andrea Camerini), Andrea Gualchierotti ci dimostra che il Fantasy Mediterraneo può regalare enormi soddisfazioni agli amanti del fantastico e che non è affatto necessario rivolgersi all'estero, e che attingere alle tradizioni più vicine a noi può portare a risultati sorprendenti.
E questo vale tanto tanto per i lettori quanto per gli scrittori nostrani.
DISCO DA ABBINARE: Ade - Prooemvium Sangvine, perché il primo full length della band capitolina, uscito nell'ormai lontano 2010, ben si confà alle atmosfere belligeranti evocate dal Gualchierotti, fra assalti all'arma bianca di death metal epico, blast-beat torrenziali e passaggi più melodici dagli afflati più antichi, anche grazie all'utilizzo di strumenti come la lira, l'oud e il flauto



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