RECENSIONI: Horrorville, di Alberica Sveva Simeone e Alessandro Girola
SINOSSI DAL WEB: Una multinazionale dell'intrattenimento inaugura un parco a tema horror senza precedenti, che promette un'esperienza indimenticabile e terrificante. Ma ciò che inizia come un'avventura da brivido si trasforma rapidamente in un incubo, costringendo parte dei visitatori a una fuga disperata dall'orrore che si annida nelle profondità del parco.
Perché "Horrorville", nella sua semplicità e ancor di più nella sua immensa schiettezza, è una lettera d'amore nei confronti di un certo genere di horror, in particolare gli slasher anni '80. Non è un caso che l'impostazione della scrittura e della narrazione risultino estremamente cinematografiche, in particolare per quanto concerne la presentazione (e la tipologia) dei personaggi, sia per quanto riguarda la costruzione della tensione e la risoluzione finale.
La stesura a quattro mani funziona e le due voci si compenetrano senza sbavature, il ritmo è forsennato e il divertimento è assicurato, fra fughe sotterranee, personaggi sopra le righe, secchiate di emoglobina e amputazioni varie, complice un boogeyman che funziona e, man mano che la storia si sviluppa, assume contorni sempre più intriganti.
Simeone e Girola, oltretutto, evitano l'effetto amarcord e le strizzatine d'occhio ai nostalgici degli 80ies con grande intelligenza. L'atmosfera e l'intreccio sono quelli, ma in realtà i due scrittori mantengono i piedi ben piantati ai giorni nostri fra cellulari, guru di instagram e live che non vanno come dovrebbero.
Insomma, con "Horrorville" (che tra l'altro alla fine sfocia in una sorta di gustoso folk-horror) i due scrittori nostrani ci prendono per mano e ci trascinano in una folle corsa nel "Tunnel dell'Orrore" (ve lo ricordate il film di Tobe Hooper?).
A noi non resta che accettare l'invito e non opporre alcuna resistenza.
Sarebbe inutile, oltre che stupido.
Ci perderemmo tutto il divertimento.
DISCO DA ABBINARE: Sabire - Jatt, perchè il primo full-length dei canadesi, così come "Horrorville", è un'opera moderna, curata e ben concepita, ma che non ha dimenticato la lezione degli anni delle giacche con le spalline, le luci al neon, i capelli cotonati e le sale giochi.



Commenti
Posta un commento