RECENSIONI: La Trilogia del Sole Pallido, di Andrea Butini
SINOSSI DAL WEB: Nella foresta di Rokthan, un piccolo, insignificante villaggio come ce ne sono tanti, gli animali cominciano a sparire. Sorin, un cacciatore, cerca di comprenderne il motivo. Ma la diminuzione delle prede non è la sua unica preoccupazione: da un paio di giorni, infatti, suo figlio Jas è vittima di strane crisi di violenza. Intanto, un vecchio straniero dall'aspetto emaciato che si fa chiamare Maestro fa la sua comparsa nel paese, portandosi dietro una scia di sangue e di misteri. Per indagare, il capitano Swain è costretto a chiedere aiuto al conciliatore Neth Roven, un uomo distrutto dalla perdita della moglie. E mentre i due si mettono sulle tracce del Maestro, altri eventi inquietanti rompono la quiete di Rokthan: stanno per giungere i pacificatori, soldati della lontana Vanhorn. E sembra che abbiano intenzioni tutt'altro che buone. Cosa sta succedendo davvero? Che collegamento c'è tra le prede scomparse, le crisi del piccolo Jas e l'arrivo del Maestro? E perché un borgo dimenticato da tutti è diventato improvvisamente così importante?
COMMENTO: Ho volutamente riportato solo la sinossi de "L'Occhio del Gufo", onde non incorrere in inutili spoiler e perché non avevo nessuna intenzione di riportare i riassunti di tutti e tre i capitoli della saga, dal momento che questo articolo vuole trattare la Trilogia del Sole Pallido come un corpo unico.
Scelta doverosa, dal momento che l'opera di Butini è di una coerenza monolitica, un blocco di granito e ossidiana di puro Dark Fantasy (almeno per il sottoscritto) che ha creato un pò di trambusto nell'editoria di genere nella seconda metà del 2023.
Chi è Butini? Come ha fatto a esordire per Mondadori? No, riformulo. Come ha fatto a esordire per Mondadori con una Trilogia Fantasy? Di chi è amico? Di Pippo Franco? Sul comodino tiene la sua foto con Umberto Smaila? Quante Lamborghini si è già comprato con le Royalties del primo libro?
Se ne sono lette parecchie e ne sono state dette fin troppe, all'uscita dell'Occhio del Gufo. Il Pivetti, dal canto suo, ha fatto quello che fa sempre. Si è tenuto ben alla larga dall'ennesima guerra dei poveri e ha comprato il primo volume. Beh non poteva certo esimersi, visto che in copertina c'era tipo un mostro con i tentacoli e quella tonalità di verde spaccava i culi. Poi, una volta iniziato a leggere, il Pivetti ha capito ben presto che le chiacchiere, come al solito, stavano a zero.
"La Trilogia del Sole Pallido" funziona. E funziona nella parte più importante, che è la scrittura. Certo, la penna di Butini è figlia dei nostri tempi e se siete fra coloro che si coprono di rash cutanei non appena sentono parlare di "Scrittura Immersiva" beh, capisco che potrebbe essere un problema. Eppure, la Scrittura Immersiva non è di per sé un problema (così come non lo è la scrittura NON immersiva). Semplicemente, le cose si possono fare bene o male.
E scusatemi se, a mio parere, Butini le fa bene.
Al di là della mera questione dello stile immersivo, già ne "L'Occhio del Gufo" la scrittura di Butini si dimostra soprattutto equilibrata: pur trattandosi di un fantasy brutale e adulto (anche se chi scrive non ama il termine adult fantasy) evita le forzature di un certo tipo di grimdark, pur mettendo al centro della vicenda personaggi moralmente "grigi" (altro termine che tanto va di moda), non cade mai nel caricaturale. La narrazione è scorrevole e intrigante, e il worldbuilding è notevole: anche se la trama del primo libro si dipana nel giro di circa un giorno e una notte e in uno spazio ben delimitato (villaggio e foresta limitrofa), Butini è abile nell'immergerci nel sistema magico, di credenze e sociale del suo mondo, facendoci comunque presagire che ci sarà ancora parecchio da scoprire, dal momento che sul finale la vicenda prende un respiro più ampio ed epico. Da lì in poi prende effettivamente il via la vicenda, che si svilupperà in una maniera sempre più estesa nel "Il Palazzo del Sole Pallido" e nel conclusivo "Il Cerchio di Luce", nei quali facciamo la conoscenza più approfondita dei luoghi, del sistema magico della Deleomanzia) e dei personaggi.
Già, i personaggi. Perché anche questi, francamente, funzionano. Sorin è un ottimo protagonista/eroe riluttante divorato dalla vendetta, il Maestro è una sorta di Yoda se Yoda fosse un vecchio incancrenito che ha fatto una particolare dieta a base di pane e cinismo, Neth Roven è ottimo nel suo essere sempre più compassato ed equilibrato all'interno del manipolo di eroi malgrado loro, Shai Thu'Rei e il fratello Frey costituiscono una coppia irresistibile e Luin è l'incarnazione di quanto possa rendere viscidi il mero istinto di sopravvivenza. Oltre a questi, impossibile non citare l'affascinante e imperscrutabile Alto, che muove le fila della narrazione seduto sul trono del suo palazzo, e il crudele Gonal Thu'Rei, uno dei quei personaggi che si ama odiare.
Sia nel secondo che nel terzo capitolo Butini gioca con i ritmi della narrazione, soprattutto all'inizio di ogni libro, prendendosi i propri tempi, per poi accelerare all'improvviso quando le cose precipitano (ma personalmente non mi sono mai sentito affaticato durante la lettura) fino ad arrivare a un finale inaspettato che, nel suo essere sospeso e non del tutto consolatorio, ha fatto discutere parecchio. Dal punto di vista di chi scrive, Butini ha osato e il risultato è ben più interessante di quello che si sarebbe aspettato, e in linea con le tematiche proposte dell'autore, che toccano in maniera approfondita il rapporto spesso ambiguo fra bene e male e l'importanza di discernere il fine dai mezzi, oltre che il sempreverde tema della vendetta che avvelena chi la cerca tanto quanto la Deleomanzia avvelena il corpo e la mente del Deleomante.
Insomma, una trilogia Dark Fantasy notevole, che si legge tutta d'un fiato (detto da me, noto per i miei tempi biblici, poi), che non ha nessun interesse di innovare un genere ma di rinnovarlo con entusiasmo, soprattutto se si considera di cosa "La Trilogia del Sole Pallido" potrebbe rappresentare per la Letteratura Di Genere a livello della Grande Distribuzione in Italia.
Non è ancora chiaro cosa succederà ai piani alti dell'editoria tricolore in ambito fantastico.
Probabilmente nulla, perché a comandare sono sempre i grandi numeri, ma fa nulla, e forse non è nemmeno realmente importante.
Ciò che importa è che la Trilogia del Sole pallido ci ha fatto viaggiare per 1500 pagine circa fra intrighi, creature di notte e nebbia, demoni provenienti da dimensioni liminali e atti di coraggio e sacrificio.
A volte, questo basta e avanza.
DISCHI DA ABBINARE
Sorcerer - Reign of the Reaper
Graven Sin - Veil of the Gods
Candlemass - Epicus Doomicus Metallicus
Tre dischi, tre modi di intendere l'epic doom più dark e roccioso, tre prove vocali incredibili, tre opere che traducono perfettamente in musica le atmosfere oscure e il fatalismo presenti nella Trilogia di Butini.
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